Io non sono sempre delle mie opinioni. G. Prezzolini

domenica 12 giugno 2011

2 Leghe e una cicala

Il leghismo ha sempre avuto due facce, una buona e una cattiva. Agli inizi, la rivolta contro la partitocrazia, contro il soffocante centralismo, contro il fisco vorace e soprattutto, in un’ottica di lungo periodo, la sua carica localista e no-global facevano premio, almeno per chi non ha i neuroni ingessati, sul forsennato liberismo, sul razzismo da birreria e su certo vittimismo polentone. Le due anime hanno convissuto in equilibrio instabile e alterno, con l’autocrate Bossi che schiacciava il bottone ora sull’una (indipendentismo, secessione, Berluska mafioso) ora sull’altra (devolution, anticomunismo senza comunisti, il federalismo-patacca di oggi). Adesso, compromessasi in un deleterio patto di soldi e potere col berlusconismo, la Lega si agita per “non farsi trascinare a fondo” nell’inesorabile declino del regime di Arcore. Da qui il fatto che i leghisti come il governatore veneto Luca Zaia, in concorrenza interna con l’ala più moderata capeggiata dal ministro Maroni, colgano ad esempio un’occasione come i referendum di oggi e domani per resuscitare il dna movimentista del Carroccio. Zaia aveva annunciato che sui quesiti dell’acqua e del nucleare avrebbe votato sì, e questo non stupisce: quand’era titolare del ministero dell’agricoltura, il rampante Luca si era fatto portabandiera della lotta agli ogm e aveva esposto in un libro una “filosofia della terra” non dissimile dalle idee slow food di Carlin Petrini. Una bocciatura della logica privatizzatrice e anti-ecologica insita nel decreto Ronchi e nel nuclearismo energetico è del tutto conseguente. Di gran lunga meno scontato è stato il suo “sì” tracciato a sorpresa sulla scheda riguardante il legittimo impedimento salva-premier. «Se riguardasse me preferirei avere una corsia preferenziale che sveltisse ogni procedimento», ha spiegato all’uscita dalle urne questa mattina. «Non ritengo giusto che chi amministra resti magari per molto tempo con la spada di Damocle sulla testa di qualche avviso di garanzia per poi avere dopo anni l'assoluzione con formula piena. è comunque un diritto di tutti i cittadini avere la certezza dell'onestà e della linearità dell'amministrazione da parte di chi li governa». Che dire? Era ora!
A ricordarci però che esiste anche l’altra Lega, ridicola e cretina, ci ha pensato il senatore Paolo Franco con la geniale trovata del disegnino con la cicala meridionale e la formica nordista in una brochure sul federalismo fiscale. Attenzione: non sono fra quelli, tipo Matteo Quero, Emilio Franzina e Bepi De Marzi, che per scempiaggini del genere saltano sulla sedia inorriditi e ne fanno istericamente un caso di Stato. Questo per il semplice motivo che per me, come ho spiegato sopra, la Lega non è affatto il diavolo incarnato che tanto ossessiona le suorine di sinistra. Soffia sull’atavico pregiudizio anti-meridionale? Sì, ma questa a casa mia si chiama stupidità, perché fra i leghisti, militanti ed elettori, ci sono fior di meridionali e figli di meridionali. Quindi, quando scade così, la Lega è solo stupida. Sarebbe ora di piantarla con la religione perbenista dello sgobbone. Franco: «io e la Lega Nord siamo e saremo sempre dalla parte delle formiche che lavorano onestamente, mai delle cicale che vivono a spese degli altri». Si rilassi, Franco. La fissa del lavoro fa male alla salute, porta alla nevrosi e Dio solo sa che se in queste lande non si sia tutti nevrotici e ansiosi. Parafrasando Celentano, chi lavora troppo non fa l’amore come si deve. Essere un po’ più cicale non guasterebbe affatto, anzi. Basta non esagerare, e si vive più sereni. (a.m.)

1 commento:

  1. luciano panato13 giugno 2011 17:25

    dico al Senatore Franco, che lavoro da trentadue anni nella valle del Chiampo, sgobbo tuttora, mi aspettavo che le promesse elettorali fossero mantenute. mi riferisco a quanto dichiarato dall'unica operaia eletta in parlamento dalla Lega Nord. Ella dichiarò in un'intervista che la sua prima proposta di legge sarebbe stata quella di un aumento di 400 euro per gli operai. dove è finita questa proposta di legge?. si senatore Franco, in Valle del chiampo siamo state e siamo cicale magari rosse e non verdi, per qunto mi riguarda, ma la Lega Nord ha copiato i peggiori vizi della fu Democrazia Cristiana: predicare bene e razzolare male. con affetto e simpatia Luciano Panato

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