
E’ miserevole che un politico si lasci andare a insultare in modo così volgare cittadini – perché anche i ragazzi, minorenni inclusi, sono cittadini – che ricorrono al sacrosanto diritto di protesta. Con un non-argomento, poi: sono di sinistra, quei giovani. E allora? Forse, secondo la esponente del Pdl, in piazza bisogna andarci solo quando la critica è condivisa da tutti gli orientamenti politici. Se così fosse, la democrazia, fondata sulla diversità di idee, sarebbe soppressa, perché non sarebbero ammesse differenze d’opinione.
Ma soprattutto: in che mondo vive, la Martini? Per il rispetto che dovrebbe portare alla targa davanti al suo ufficio, in cui c’è scritto che dovrebbe occuparsi di lavoro e scuole, sarebbe suo dovere tenere a mente che oggi chi ha 15, 20 o 30 anni sta già pagando le scelte irresponsabili e scellerate delle generazioni precedenti. Portano sulla testa, i giovani, la spada del debito pubblico eterno, della precarietà come dogma, della politica monopolizzata dalle camarille partitiche. E la signora Martini, che fa parte a tutti gli effetti di questa ingiustizia organizzata, da quale pulpito si permette di sputare in faccia a chi è destinato a una vita infame? Che si svegliassero, piuttosto, anche i giovanotti di destra, così la maleducata e irrispettosa assessora non avrebbe più alibi. “Né rossi né neri, solo liberi pensieri”, si gridava nelle contestazioni di due anni fa, intuendo che le antiquate divisioni novecentesche fanno il gioco del potere. Tutti contro il sistema e le Martini di tutta Italia, dunque, perché il futuro ce lo stanno fottendo a tutti, ma proprio a tutti. (a.m.)
Propongo l'alcoltest per l'assessore Martini. Potremmo scoprire che il suo non è solo cognome, ma Lifestyle
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